BERETTA 1915-1919 modello 1931

Abbiamo già detto che se non fosse esistita «’inutile» Modello 23, non sarebbero nate neppure le Modello 1931 e 32 e quindi non si sarebbe mai arrivati alla Beretta 34!
Il solito Marangoni, conscio dell’insuccesso della Modello 23 presso gli Organismi Militari. dovuto fra l’altro al calibro e alla pesantezza dell’arma stessa rispetto alle prestazioni, si mise a progettare una pistola con tutte le caratteristiche della 23, ma dalle diverse dimensioni e dal calibro ridotto più consono ad esigenze militari. In pratica ripropose quanto già realizzato con la Modello 1915 in calibro 7,65 derivante dall’arma di maggior calibro, la Modello 1915 in 9 Glisenti.
La denominazione ufficiale di questa nuova pistola della casa di Gardone V.T. è: BREVETTO 1915-1919 MODELLO 1931.
La Modello 1931 è una pistola con azione singola, con chiusura a massa e cane esterno, che ancora non presenta la tacca di mezza KOJTA

La beretta 1931 della Regia Marina

La nuova pistola fu subito apprezzata dalla Regia Marina che dalla Beretta nel passato aveva già acquistato un buon numero di Modello 1915/17 e 1922. La produzione inizia nel 1931 e nello stesso anno, nel mese di settembre, la Beretta consegna l’arma con la matricola 400001 alla Regia Marina. Il primo contratto con la Marina avviene però solo nel marzo 1933 e riguardava 600 pistole della prima produzione con guancette corte che lasciavano esposta parte della leva di disconnessione. A questo primo contratto ne seguirono altri nel 1934 per un totale di ulteriori 2650 pistole (gennaio 1934 2000 pistole, giugno 1934 200 pistole, giugno 1934 500 pistole).

Queste pistole presentano il punzone del collaudatore – in genere BF – e un ovale con scudo a croce sabauda . Il totale delle Mod.1931 prodotte è di circa 8000 pezzi

Nella prima produzione le guancette, in legno, sono del tipo corto, e lasciano scoperta la parte superiore della leva del disconnettitore, inconveniente che dava luogo ad accumuli di sporco e relativi malfunzionamenti.

Nella successiva produzione le guancette sono più lunghe e coprono la totale superficie dell’impugnatura, compresa la leva della

disconnessione.

Nuovo disegno per la sicura manuale, che consiste in una leva che agisce sul grilletto; altra novità rispetto ai precedenti modelli è la sicura che ruota di 180° e non di 120° impedendo così accidentali movimenti involontari: il bottone della sicura presenta nel modello destinato alla Marina cerchi concentrici; tale disegno varierà nel corso della produzione. L’impugnatura è diritta, del tutto simile a quella della Modello 1923 e le guancette sono in bel legno di noce e non in metallo. Al contrario delle Modello

1915 e 1922, non presentano il punzone con l’ancora sul fusto, ma solo l’ancora e le cifre RM della Regia Marina inserire su entrambe le guancette.

Il fondello del caricatore, che nella prima fornitura è analogo a quello della Mod.1922.

nella successiva produzione presenta un’appendice per l’appoggio per il mignolo che sarà anche la caratteristica delle Modello 34 e 35.

Altre forniture militare 

Anche corpi paramilitari quali la Milizia Stradale (150), quella Forestale e quella Portuale ricevettero piccoli lotti di pistole che non presentano punzonature particolari, salvo quella dell’Ispettore militare BF e del banco di prova.

La meccanica 

Il meccanismo di disconnessione, analogo a quello della Modello 1922, è in pratica quello che troveremo sulla 32 e definitivamente sulla 34.

Lo scatto è piuttosto duro, e tale rimarrà anche sulle 34 come elemento negativo dell’arma. Il cane esterno non presenta la

tacca di mezzamonta che comparirà solo sulla successiva transizionale Modello 1932.

Semplice lo smontaggio della 31: estratto il caricatore si ruota in posizione di sicura la leva della sicura e si arretra il carrello sino

a bloccarlo col dente della leva della sicura; si può quindi estrarre la canna e, dopo aver sfilato il carrello, l’asta guidamolla.

Furono prodotte anche per il mercato civile e vendute alle solite armerie Angelini di Trieste e Marte di Bologna. In questa produzione le guancette, sempre in legno di noce, presentano il logo PB inserito in un tondo. Le armi sono punzonate, ma non sempre, col punzone del banco di prova di Gardone.

Nelle 31 commerciali il bottone della sicura presenta zigrinatura a righe orizzontali. Il carrello, sul lato sinistro reca la scritta:

PISTOLA BERETTA 765 BREV.1915-1919 M° 1931.

Sul lato destro è riportato il numero di matricola, presente anche sul castello.

I modelli di transizione 

Nel 1933 furono prodotti alcuni modelli in edizione di lusso , uno dei quali fu donato al Maresciallo Badoglio. Questi esemplari, al

di là della lavorazione speciale, presentano una piccola modifica che caratterizzerà la successiva produzione: l’angolo posteriore

dell’impugnatura è arrotondato e anche un’impugnatura stessa presenta una leggera curvatura che sarà poi la caratteristica fondamentale nei successivi modelli 32. 34 e 35.

Con questa arma speciale inizia una serie di modelli sperimentali, che porterà alla Modello 1932, definibile sicuramente come

un modello di transizione fra la 1931 e la 1934, anche in considerazione dello scarso numero di esemplari prodotti.

La Modello 1932 non fu mai una pistola adottata da Organismi Militari , nè di regolare produzione.

Alla fine del 1933 arriva una nuova serie della Mod.1931: ‘impugnatura è arrotondata, il ponticello del grilletto più largo, simile a quella della Mod.31 speciale e incisa. La scritta sul carrello resta uguale, ma sulla 1 di 1931 è ribattuto un 2. La produzione di questo lotto è di circa 1000 pezzi, forse destinati a prove e sperimentazioni per quei reparti del Regio Esercito designati alla scelta della nuova arma di ordinanza.

Un piccolo lotto di queste 1000 pistole fu destinato alla Regia Marina. Sono contrassegnate dalla sigla dell’Ispettore Militare

BF e portano anche un punzone con croce sabauda oltre al logo R.M. sulle guancette.

La stessa Marina ricevette anche 150 pistole marcate come Modello 34 in cal.7.65 derivanti dalla 1931, con il 4 ribattuto sull’1,

praticamente uguali a quella che sarà la Mod.34. Si ritiene che questi modelli siano il frutto di prove tecniche che venivano effettuate su rimanenze di precedenti lavorazioni, come era solitamente in uso alla Beretta. La scritta sul carrello riporta:

PISTOLA BERETTA 7,65 BREV.1915-1919 M.’° 1934 GARDONE V.T.1934-XII

Nei registri Beretta non vengono purtroppo indicati i numeri di pezzi prodotti delle singole varianti e alla fine i numeri di matricola arrivano al 410.000. Ricordiamo che la «vera 1931» arriva al numero di matricola 408.000. La fine di queste produzioni avviene nel 1934, ma non è certo quantepistole siano state realizzate oltre alle 8000 circa delle «vere» 1931: verosimilmente circa 2000. Purtroppo si sono perse le tracce della maggior parte di questa produzione sperimentale, e i pochissimi esemplari superstiti

si trovano al Museo Beretta.

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